MOM e i trasporti pubblici a Treviso

Il piano annunciato dall’azienda e altre considerazioni

Comunicato stampa inviato il 14/02/2017:
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Pochi giorni fa è stato presentato alla stampa il piano futuro della mobilità nella Marca da parte di MOM: in attesa di vedere il documento definitivo, le perplessità che sorgono sono diverse.

I temi di una mobilità sostenibile e di un necessario, radicale, aggiornamento e ripensamento delle (ormai vecchie) linee sono sempre stati al centro della nostra attenzione (vedi ad esempio qui, qui e qui) e, per tale motivo, abbiamo pensato di commentare alcuni dei punti maggiormente critici del piano presentato da MOM.

1. È stato annunciato l’acquisto di 29 nuovi mezzi, dei quali tre autobus elettrici e ben dieci a gasolio euro 6. L’acquisto di nuovi mezzi è indispensabile al fine di ammodernare la flotta di autobus a disposizione.
Tuttavia ci sembra di poter dire che stiamo pagando le scelte sbagliate di chi ha voluto a tutti i costi un’azienda unica ma non ha saputo fare ragionamenti di insieme.
Solo il Comune di Treviso dispone di un impianto di rifornimento di metano (sito in via Polveriera) e dunque solo nel capoluogo è oggi possibile far circolare mezzi a metano, ovvero alimentati dal carburante meno inquinante a disposizione.
Nelle altre città servite da MOM bisogna invece fare ancora ricorso ai mezzi a gasolio. Il che è a dir poco sconcertante, se si pensa che la nostra è una delle province con l’aria più irrespirabile a causa delle altissime concentrazioni di pm10.
Il nostro auspicio è che MOM pensi al più presto a dotarsi di strutture che consentano di rendere il più possibile ecosostenibile il trasporto pubblico nella nostra provincia.

2. Relativamente alla tipologia dei mezzi destinati al trasporto intra moenia a Treviso ci sentiamo di chiedere rassicurazioni.
L’idea di ridurre i mezzi in circolazione all’interno delle mura è ottima e rappresenta uno degli argomenti sui quali da sempre il meetup di Treviso del MoVimento 5 Stelle si spende.
Tuttavia, da quanto abbiamo letto sulla stampa locale, ci sembra che questa sia la sola mossa pensata da MOM per migliorare la situazione del traffico dei bus in centro.
A nostro parere tale strategia non è sufficiente a garantire la sicurezza dei passanti e la salvaguardia del contesto urbano.
Oggi circolano dentro le mura autobus che non solo sono troppo grandi rispetto alle dimensioni delle strade che percorrono – tanto più se si considera che buona parte delle strade attraversate è pedonale e il rischio di investimento di persone è più elevato – ma anche rispetto alla tipologia della superficie stradale di gran parte del centro.
Come è noto, il pavé di cui molte strade del cuore di Treviso sono lastricate tende a sprofondare sotto il peso del traffico e bus di grandi dimensioni non fanno che aggravare il fenomeno.
Un problema che in passato ha portato l’attuale giunta a scelte scriteriate come la rimozione del porfido in zona ponte San Martino e conseguente sostituzione con l’asfalto.
I nuovi bus che MOM intende acquistare hanno pesi e dimensioni adeguate al centro storico trevigiano?

3. Nel piano di MOM è prevista una revisione del piano tariffario: si parla di «400mila euro circa di guadagni dati da tariffe e nuovi sistemi di mobilità».
Cosa significa? Ci saranno nuovi aumenti per i cittadini? Tra le innovazioni a nostro parere improcrastinabili vi sono quella del biglietto giornaliero, che potrebbe essere molto utile soprattutto per i turisti, e quella di un biglietto che garantisca per una fascia oraria più ampia di quella attuale (almeno due ore) la libera circolazione sui mezzi MOM (e, tramite opportuni accordi, anche sui mezzi ACTV e delle Ferrovie): ciò costituirebbe anche un maggiore incentivo per i trevigiani a muoversi con i mezzi pubblici anziché con quelli privati. Una strategia indifferibile in una città come la nostra, che spicca per la pessima qualità dell’aria.

4. I trasporti rappresentano una delle stelle che danno il nome al nostro MoVimento.
Del pari, uno dei nostri caratteri distintivi è la partecipazione dei cittadini alle scelte che coinvolgono la città stessa. Ci sembra dunque naturale chiedere a MOM che le nuove scelte e i nuovi piani siano oggetto di un momento di condivisione pubblica con la cittadinanza, in modo da concedere agli utenti la legittima possibilità di esprimere osservazioni e perplessità.

5. La settimana scorsa si è verificata l’ennesima aggressione ad un conducente, reo soltanto di aver chiesto il biglietto a un passeggero. Sappiamo che, da un paio di mesi, MOM ha messo in servizio otto addetti alla vigilanza e ci sembra un buon inizio. I ripetuti casi di violenze ai danni dei conducenti di autobus rendono tuttavia manifesto che bisogna fare di più e investire maggiormente in sicurezza sugli autobus, a tutela dei passeggeri e degli stessi dipendenti di MOM.
Forse anche i Comuni azionisti di MOM potrebbero fare qualcosa di più con campagne mirate di vera e propria educazione civica, rivolte alla popolazione in età scolare e agli adulti, per sensibilizzare la cittadinanza sulla tematica.

Articolo scritto da Domenico Losappio con la collaborazione di Giuliano Guidotto e Michele Schiavinato

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