Treviso, oggi: tre anni di cantieri infiniti, costi raddoppiati e cittadini penalizzati.
La situazione della stazione centrale di Treviso è ormai insostenibile: da giugno 2022 il simbolo di una gestione inefficiente e priva di adeguati controlli.
Da quasi tre anni cittadini, pendolari e turisti convivono con un cantiere permanente: transenne, lavori a rilento, percorsi insicuri e continui disagi. Un intervento che avrebbe dovuto riqualificare uno snodo strategico della città si è trasformato in un problema quotidiano che incide sulla qualità della vita e sull’economia locale.
L’appalto iniziale, pari a 9,3 milioni di euro, è lievitato fino a superare i 21 milioni. Un incremento rilevante sul quale, secondo il M5S Trevigiano, è mancata una vigilanza adeguata. I lavori procedono in modo discontinuo, con lunghi periodi di inattività, mentre l’area resta segnata da degrado, fango e difficoltà di accesso.
La viabilità nella zona sud della stazione è fortemente compromessa: pedoni e ciclisti si muovono in condizioni di scarsa sicurezza, il traffico è congestionato e i pendolari subiscono ritardi e informazioni spesso frammentarie. Anche i mezzi di informazione regionali hanno più volte parlato apertamente di “lavori infiniti”.
Come tutti stiamo seguendo con attenzione l’evolversi dell’opera: noi attivisti siamo rimasti stupiti e arrabbiati per i molteplici allagamenti del sottopasso, ciliegina sulla torta di lavori che dovevano durare 620 giorni (poco meno di 2 anni) e che procedono alla velocità di un bradipo.
Eppure, almeno una volta nel recente passato, abbiamo provato che anche noi italiani siamo in grado di rispettare e tempi di consegna e i costi preventivati. Ci riferiamo alla ricostruzione del “Ponte Morandi”, esempio concreto che dimostra come grandi opere possano essere realizzate nei tempi previsti e senza aumenti incontrollati dei costi, quando i controlli funzionano e le responsabilità sono chiare.
Il trasporto pubblico è un servizio essenziale: da esso dipendono ogni giorno migliaia di cittadini per recarsi al lavoro, a scuola o per motivi di salute. Proprio per questo non può essere gestito con superficialità.
Ecco cosa faremmo noi:
– una verifica puntuale dei subappalti e dell’utilizzo delle risorse pubbliche;
– il pieno rispetto dei contratti sottoscritti, con l’applicazione delle penali previste a carico di RFI in caso di ulteriori ritardi;
– il riconoscimento dei disagi subiti, attraverso adeguati risarcimenti a cittadini e attività economiche;
– la definizione di un cronoprogramma definitivo chiaro, pubblico e vincolante per la conclusione dei lavori.
La stazione di Treviso non può continuare a essere un cantiere senza fine. Servono tempi certi, trasparenza e rispetto per la città e per chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico. Il Gruppo Territoriale trevigiano del Movimento 5 Stelle continuerà a monitorare la situazione: prossima scadenza Giugno 2026… forse!
Articolo inviato ai giornali ai primi di febbraio 2026, non pubblicato.
Per conoscenza: link al Comunicato ufficiale del Consiglio Regionale Veneto sull’inizio dei lavori alla Stazione FS di Treviso







