Il Gruppo Territoriale di Treviso del Movimento 5 Stelle, denuncia l’insufficienza del nuovo bando comunale per l’efficientamento degli impianti termici civili 2025/2026, pubblicato il 16 dicembre 2024, con domande aperte dal 19 gennaio al 2 marzo 2026.
Un budget irrisorio.
L’Amministrazione stanzia appena 30.000 euro a fondo perduto per l’intera città: una cifra che, con contributi forfettari compresi tra 1.500 e 5.000 euro per intervento, coprirà al massimo 10–20 famiglie su oltre 35.000 nuclei familiari.
Numeri impietosi.
Con un contributo medio di circa 2.000 euro per la sostituzione di una caldaia, il bando esaurirà le risorse dopo appena 15 interventi. Una goccia nel mare rispetto alle migliaia di impianti obsoleti presenti sul territorio, molti dei quali ancora a gasolio e installati da oltre dieci anni.
Tempistiche inadeguate.
I beneficiari dovranno completare lavori, pagamenti e rendicontazioni entro il 15 luglio 2026: poco più di sei mesi per individuare installatori, ordinare pompe di calore o sistemi ibridi — con tempi di attesa spesso superiori ai due mesi — e affrontare gli adempimenti burocratici.
Cosa chiediamo:
- stanziamento di fondi coerente con il PAESC comunale (2021) e con il PRTRA regionale (aggiornamento del 15 aprile 2025);
- proroga delle scadenze per la presentazione delle domande e per la rendicontazione almeno fino a fine 2026;
- priorità alle famiglie a basso reddito e alla sostituzione delle caldaie a gasolio, le più inquinanti;
- integrazione con i bandi regionali per ottenere un impatto reale sulla qualità dell’aria del Bacino Padano.
Il paradosso leghista.
Il Comune richiama l’urgenza di ridurre PM10, IPA e NO₂ nell’ambito del Piano di Risanamento Atmosferico, ma mette sul piatto risorse puramente simboliche. Questo non è un approccio adeguato a un’emergenza climatica e sanitaria.
Articolo apparso in “La Tribuna di Treviso” del 18.01.2026







