Giardini e spazi di socializzazione a Treviso: fra incuria e necessità di rivalutazione. Il caso della zona Stiore

Fino a non troppo tempo fa, nelle calde sere d’estate, gli anziani scendevano nei cortili condominiali, ciascuno con la propria sedia, e riuscivano a creare un salotto fai da te che farebbe impallidire qualsiasi social moderno. Quella era la vera interattività! Fatta di persone in carne ed ossa che si incontravano e che si guardavano…

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San Pelajo e il problema della SP55 : chi può, faccia qualcosa!

La quattordicesima tappa del nostro tour ci ha portato sabato 10 giugno a San Pelajo, quartiere a nord di Treviso che conta circa 3300 residenti e che è attraversato dalla strada provinciale 55 (SP55), meglio conosciuta come Strada di San Pelajo. Proprio quest’ultima ci è stata segnalata da tutti i residenti che abbiamo incontrato come il problema principale del quartiere. Non capita spesso che tutte le persone vengano a evidenziarci lo stesso e unico problema: a San Pelajo è successo, e ciò significa che il problema è molto sentito.

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Sit-in di protesta contro il Circo di Vienna

Riceviamo e condividiamo questo comunicato dell’E.N.P.A. Ente Nazionale Protezione Animali ONLUS Sezione di Treviso.
Condividiamo e appoggiamo al 100% l’iniziativa di sensibilizzazione rivolta alla difesa degli animali e di contrasto al maltrattamento degli animali nei circhi auspicando a breve l’approvazione di una legge nazionale che li salvaguardi e dia potere ai sindaci per imporsi nel territorio negando le autorizzazioni a chi vuole far business sfruttando gli animali.

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San Liberale: un ricambio generazionale straniero

La dodicesima tappa del tour dei quartieri degli attivisti del Movimento5Stelle Treviso, ci porta a San Liberale, un sobborgo di 4.000 abitanti a nord-ovest di Treviso. San Liberale è stato ideato e costruito nel dopo guerra come edilizia popolare destinata ai senza tetto dei bombardamenti; condomini con appartamenti dati in locazione “con riscatto”, che nel tempo sono in gran parte diventati proprietà privata. Una quota minore di alloggi è comunque rimasta di proprietà del comune, e avrebbero necessità di una manutenzione minima tale da renderli abitabili, così da poter ospitare nuovi nuclei famigliari.

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